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wine publishing house

via B.Zucchi 29  20900   monza

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chi siamo

La dot one e’ simile ad una casa editrice, non di libri ma di vini.

Selezioniamo piccoli produttori etici che rispettano la terra , (niente chimica di sintesi in vigna), e che rispettano le persone , (niente chimica in cantina).

Questi Vigneron, Angeli matti li chiamava Gino Veronelli, sono uomini legati al loro territorio che mai lascerebbero per una vita meno grama. Noi cerchiamo questi vini e li vestiamo con le nostre etichette goliardiche.

Nella retrò etichetta troverete le informazioni che noi consideriamo fondamentali per comprendere un vino : Nome del vigneron, vitigno e territorio.

 

VINI

PEPPONE

RIFERMENTATO  BIANCO

Pignoletto rifermentato delle colline bolognesi

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FRANKIE SAY NERELLO

NERELLO MASCALESE

NERELLO MASCALESE , ETNA NORD , SOLICCHIATA

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GENTILE MA NON TROPPO

MALBO GENTILE

MALBO GENTILE DEI COLLI MODENESI.

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THE SECOND WHITE

GRECHETTO E TREBBIANO

GRECHETTO E TREBBIANO CON UNA PICCOLA PERCENTUALE DI MALVASIA , COLLI MODENESI

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CARRICANTE CARRICANTE C'E' UNA DONNA AL VOLANTE

CARRICANTE

CARRICANTE IN PUREZZA DI MILO, ETNA  EST

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DON CAMILLO

LAMBRUSCO GRASPAROSSA

LAMBRUSCO GRASPAROSSA DEI COLLI BOLOGNESI

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CONTRIBUTI

scritti

Black and White Star in Circle

Il vino naturale cos’è ? Se ne sente tanto parlare , c’è chi lo ama, chi lo detesta, chi dice che puzza , chi ne parla e non sa cosa sia , chi dice che tutto il vino è naturale ecc .
L’argomento merita una precisazione e trovo che le parole di Sandro Sangiorgi nel libro : l’Invenzione della gioia “ siano le migliori per capire cos’è il vino naturale:    “ Prima ancora di essere colore, odore e sapore, il vino deve essere figlio di una natura per quanto possibile incontaminata, generato senza interferenze, aiutato a crescere e non costruito artificiosamente...
Il significato di vino naturale non è dissimile da quello di qualsiasi prodotto alimentare. Ovviamente non è scorretto dire che il vino naturale è quello senza lieviti aggiunti, senza filtrazione, ottenuto da uve che non sono trattate; queste condizioni sono, però, soltanto le conseguenze di una scelta più profonda, quella del produttore di rispettare il luogo in cui lavora e opera. La terra è la vera radice di tutto ciò che è naturale e la missione dell’ agricoltore è la custodia prima ancora della realizzazione di un prodotto alimentare.. Quindi non è sterile retorica affermare che il principale ambientalista dovrebbe essere il contadino...
Il vino è diretto testimone di un luogo, inteso come clima, suolo e storia. La vite legge e interpreta la terra nella quale è stata piantata come nessun altra coltivazione; per questo motivo il vino è tra i fermentati quello che restituisce integralmente il proprio luogo di origine.
C’è una linea che collega il vino al recupero della vitalità della terra; è però necessaria la consapevolezza del senso storico che si raggiunge indagando le motivazioni alla base delle pratiche contadine.
La natura ha espresso il suo slancio artistico facendo coincidere un luogo con il vitigno o i vitigni a farlo vivere. L’ uomo ha il compito di promuovere questa sinergia, di custodirla, di frequentarla con assiduità in modo che L’osservazione delle trasformazioni naturali e naturali assurga a suo principale strumento di lavoro... Essere custodi significa accogliere gli esiti che la diversità propone, saper fare un passo indietro e imparare a sentire ciò che la terra e le piante comunicano. Non si tratta di essere “sussurratori di vigne”, basta ricominciare a camminare tra i filari, stare vicini alle vasche che fermentano, usare l’ olfatto oltre alla vista, e sarà possibile trovare la dimensione corretta di ogni intervento. Tra i significati del termine naturale ce n’è uno particolarmente adatto a spiegare il compito del custode...... “che mira asecondare, anziché contrastare la natura.”

Paolo F Mandelli

Spesso il consumatore viene considerato l’elemento passivo all’ interno del mercato, noi vogliamo ridargli una connotazione Umana, non considerarlo come consumatore ma considerare il consumo come atto di trascorrere , condividere e nutrirsi, se consideriamo il consumo non fine a se stesso perderemo finalmente il senso di quella orribile parola che e’ Consumismo.
Il dovere che abbiamo e’ quello di coinvolgere il consumatore in un atto responsabile di ciò che mangiamo e ciò che beviamo.
Degustare il vino vuol dire ascoltare il proprio corpo , come ci si sente quanto si beve con gli amici e come ci si sente il giorno dopo al risveglio, solo coltivando queste sensazioni ci saranno sempre più richieste di condotte rigorose nella produzione alimentare.

Paolo F Mandelli

 

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