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ChI Siamo

Il nostro è un progetto di divulgazione del vino naturale. Il primo desiderio è quello di accompagnare le persone a conoscere questo meraviglioso mondo e a fruirne quotidianamente. Per bere un vino quotidianamente e trarne tutti i benefici deve avere due caratteristiche:

  1. L’onestà e la sapienza di esecuzione 

  2. Un prezzo sostenibile

 

Ma non è semplice nell’ enorme e variegato mondo del vino dove spesso piccoli produttori che fanno vini bellissimi con un impegno enorme vengono risucchiati da carte dei vini dove non vengono evidenziate queste caratteristiche.

Ecco che si inserisce il nostro progetto: Dot One è come una casa editrice che sotto il suo nome seleziona vini con queste peculiarità. I vini selezionati e rietichettati con le nostre erichette lasciano la paternità ai vigneron ma sono riuniti sotto un tetto comune che li rende più forti nel promulgare il messaggio che esiste un modo di bere bellissimo per palato e per la salute nostra e della nostra Terra.

Il vino naturale

Il vino naturale cos’è ? Se ne sente tanto parlare, c’è chi lo ama, chi lo detesta, chi dice che puzza, chi ne parla e non sa cosa sia, chi dice che tutto il vino è naturale etc. L’argomento merita una precisazione e trovo che le parole di Sandro Sangiorgi nel libro L’Invenzione della gioia siano le migliori per capire cos’è il vino naturale “Prima ancora di essere colore, odore e sapore, il vino deve essere figlio di una natura per quanto possibile incontaminata, generato senza interferenze, aiutato a crescere e non costruito artificiosamente... Il significato di vino naturale non è dissimile da quello di qualsiasi prodotto alimentare. Ovviamente non è scorretto dire che il vino naturale è quello senza lieviti aggiunti, senza filtrazione, ottenuto da uve che non sono trattate; queste condizioni sono, però, soltanto le conseguenze di una scelta più profonda, quella del produttore di rispettare il luogo in cui lavora e opera. La terra è la vera radice di tutto ciò che è naturale e la missione dell’ agricoltore è la custodia prima ancora della realizzazione di un prodotto alimentare. Quindi non è sterile retorica affermare che il principale ambientalista dovrebbe essere il contadino... Il vino è diretto testimone di un luogo, inteso come clima, suolo e storia. La vite legge e interpreta la terra nella quale è stata piantata come nessun altra coltivazione; per questo motivo il vino è tra i fermentati quello che restituisce integralmente il proprio luogo di origine. C’è una linea che collega il vino al recupero della vitalità della terra; è però necessaria la consapevolezza del senso storico che si raggiunge indagando le motivazioni alla base delle pratiche contadine.La natura ha espresso il suo slancio artistico facendo coincidere un luogo con il vitigno o i vitigni a farlo vivere. L’ uomo ha il compito di promuovere questa sinergia, di custodirla, di frequentarla con assiduità in modo che L’osservazione delle trasformazioni naturali e naturali assurga a suo principale strumento di lavoro... Essere custodi significa accogliere gli esiti che la diversità propone, saper fare un passo indietro e imparare a sentire ciò che la terra e le piante comunicano. Non si tratta di essere “sussurratori di vigne”, basta ricominciare a camminare tra i filari, stare vicini alle vasche che fermentano, usare l’ olfatto oltre alla vista, e sarà possibile trovare la dimensione corretta di ogni intervento. Tra i significati del termine naturale ce n’è uno particolarmente adatto a spiegare il compito del custode... “che mira a secondare, anziché contrastare la natura.”

Il consumatore

Spesso il consumatore viene considerato l’elemento passivo all’interno del mercato, noi vogliamo ridargli una connotazione Umana, non considerarlo come consumatore ma considerare il consumo come atto di trascorrere, condividere e nutrirsi, se consideriamo il consumo non fine a se stesso perderemo finalmente il senso di quella orribile parola che è Consumismo. Il dovere che abbiamo è quello di coinvolgere il consumatore in un atto responsabile di ciò che mangiamo e ciò che beviamo. Degustare il vino vuol dire ascoltare il proprio corpo, come ci si sente quanto si beve con gli amici e come ci si sente il giorno dopo al risveglio, solo coltivando queste sensazioni ci saranno sempre più richieste di condotte rigorose nella produzione alimentare.

Paolo Mandelli

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